Come utilizzare i Baby Algorithms di Google per la SEO

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Tutto ciò che è fatto dall’uomo è conoscibile, compreso l’algoritmo di Google. Ma ciò non significa che si conoscano tutti i baby algoritmi del più noto motore di ricerca al mondo.

Per chi come me fa SEO da qualche decennio ha visto e letto migliaia di teorie su come funzionano gli algoritmi dei motori di ricerca, in particolare l’algoritmo di Google.

Tutti (più o meno), dai laureati agli smanettoni, parlano dei trucchi o almeno di una tecnica che consenta a un sito web di classificarsi per qualsiasi parola chiave o argomento desiderato.

Ho visto alcuni professionisti SEO trovare cose che funzionano “a tempo”, come anni fa quando in molti facevano black hat SEO, però posso dire che oggi, più che mai, i trucchi non funzionano mai a lungo, per non dire che non funzionano proprio.

Non sono mai stato un fan dei silver bullet o dei manipulative trick per classificare termini o argomenti specifici, come non credo che la SEO sia una scienza missilistica.

In fin dei conti parliamo di numeri e di formule matematiche ma il problema è che questi numeri sono costantemente in evoluzione, e se Google vede che qualcuno ha capito come manipolare matematicamente il proprio sistema, cambia i numeri e le formule.

Ammettiamolo, quando proviamo a decodificare l’algoritmo di Google, non importa quanto siamo intelligenti, perché è come cercare un ago in un pagliaio.

Come utilizzare i Baby Algorithms di Google per la SEO

All’inizio di questo mese a Pubcon, Gary Illyes di Google ha detto un qualcosa che non solo mi ha colpito, ma che in un certo senso lo penso anche io da anni.

Illyes ha detto: “Probabilmente abbiamo milioni di algoritmi baby che agiscono in modo diverso. Potrebbero fare qualcosa che innesca più ricerche per indicizzazione su determinati siti. Dipende esclusivamente dall’algoritmo e da cosa sta cercando di fare”.

In altre parole, ciò che funziona in Google per un argomento potrebbe non funzionare per altri argomenti.

Ogni argomento potrebbe avere il suo “algoritmo baby” e ciò significa che i criteri di classificazione per le parole chiave intorno agli argomenti sui mutui saranno diversi dai criteri di classificazione per le ricette.

E tutto ciò è fondamentale per chiunque ottimizzi un sito web per argomenti verticali.

Non esiste una tattica generale e unificata che porti definitivamente in classifica un sito per un argomento.

Ciò che funziona in verticale potrebbe benissimo essere un flop per un altro sito web.

La conferma di molti diversi algoritmi di Google da parte di Illyes conferma quell’adagio che non esiste una strategia unica per tutti nella SEO moderna.

La SEO moderna esite: è un mix tra le best practices insieme alle strategie di marketing e ad ore e ore di test.

Fare SEO è come andare a pesca

Quando ho sentito Illyes parlare dei baby algoritmi, mi è venuto subito in mente mio figlio quando era piccolo e il cartone animato Nemo. Stagni, laghi, fiumi e oceani e, nella mia mente, ho visto un vasto paesaggio interattivo riempito con migliaia di diversi specchi d’acqua.

In ogni stagno c’erano diversi tipi di pesci ma certamente è impossibile trovarvi al suo interno gli squali che invece hanno bisogno di fondali profondi.

Ecco questo è quello che succede nella SEO: molte persone quando fanno SEO stanno cercando il pesce nel luogo sbagliato, o ancor peggio sono nel posto giusta ma stanno utilizzano l’esca sbagliata.

Naturalmente, in questa metafora, gli stagni, laghi, fiumi e oceani sono i suddetti baby algoritmi di Google dove invece i pesci sono i potenziali clienti o i clienti.

Alcuni dei baby algoritmi a cui Illyes fa riferimento sembrano essere più sensibili agli aspetti tecnici della SEO, altri rispondono meglio ai grandi contenuti, mentre alcuni sono più inclini a classificare i siti con solidi profili backlink.

Il trucco non è solo quello di capire cosa funzionano i baby algoritmi in cui si sta “pescando”, ma di riuscire a trovare il giusto elemento naturale del singolo baby algoritmo, è un po’ come dire: non cattureremo mai i pesci d’acqua dolce nell’oceano.

E quindi non otterremo mai lead per una compagnia di mutui se stiamo cercando di ottimizzare il sito web per un algoritmo baby basato sui viaggi.

Dove entra in gioco la SEO per le nicchie.

Pensiamo alla SEO come ad una guida per la pesca in grado di capire quali tipi di pesci si nascondono in ogni specchio d’acqua.

I professionisti SEO conoscono anche l’esca da utilizzare per catturare particolari pesci. Un buon SEO specialist, se decidiamo di catturare gli squali, sa spostare un progetto web da un laghetto all’oceano dei baby algoritmi.

I professionisti SEO potrebbero non conoscere ogni singolo baby algoritmo, ma l’esperienza ha insegnato loro come trovare il posto giusto e usare l’esca giusta per ogni tipo di pesce, anche se potrebbe richiedere qualche tentativo ed errore per ottenere la giusta combinazione di esca e posizione.

Nella SEO se non si conosce l’esca giusta o il giusto specchio d’acqua per gettare l’esca, necessariamente bisogna avere al proprio fianco un esperto e/o una SEO agency.

I professionisti SEO sono, prima di tutto, delle vere e proprie guide che trovano il giusto baby algoritmo insieme all’esca giusta per ogni singola azienda aiutando i propri clienti a catturare i pesci di cui hanno bisogno per nutrirei propri affari.

Sono un amante del web prima di tutto, Seo e link builder di Torino. Aiuto le aziende a vendere di più tramite strategie di web marketing.

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